Piano di Sorrento

Piano di Sorrento
Piano di Sorrento, dominata dai 643 metri del Monte Vico Alvano, occupa la parte centrale della penisola sorrentina, confinando con i Comuni di Meta, Vico Equense e Sant’Agnello; a Nord la costa, costituita da alte falesie di tufo guarda il Golfo di Napoli, mentre a Sud la costa è rocciosa e si apre sul Golfo di Salerno.
L’uomo è presente in questo territorio fin dalla preistoria: tre grotte: La Porta, Mezzogiorno ed Erica, scoperte negli anni cinquanta e sessanta nella zona collinare del comune sono ancora lì a testimoniare questo ancestrale connubio. In esse furono ritrovati elementi risalenti al Paleolitico Superiore ed al Mesolitico. Ma di gran lunga più importante è il rinvenimento dei resti di un villaggio e di una necropoli nei pressi della sorgenteS. Massimo: le Genti del Gaudo si insediarono qui nel II millennio a.C.
Il Piano, l’antica Planities romana, viene dai propri cittadini per lo più indicato con i due toponimi di Carotto e Cassano: incerte etimologie che secondo i più rinvierebbero agli effetti di un antico terremoto che avrebbe danneggiato una zona (cà rotto) e preservato un’altra (cà sano)[3]. E Cassano – cassanesi i suoi abitanti, in contrapposizione a carottesi – è il nome della Marina: piccolo borgo di pescatori, giù, al fondo di ripidi tornanti sul margine dell’alta falesia di tufo sorrentino, ruvido gioiello per raffinati estimatori.